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Informazioni

  • Ente promotore: Ente promotore
  • Dove: Modena (MO)
  • Periodo: dal 19/05/2018 al 28/07/2018
  • CFP: 1CFP autocertificazione

BIBLIOTECHE POLETTI - MOSTRA ARRIGO RUDI L'ARCHITETTO IN OPERA

 

dove: Modena -  Biblioteca civica d'arte Luigi Poletti Palazzo dei Musei p.zza Sant'Agostino 337
quando: dal 19 maggio ore 18:00 al 28 luglio 2018
telefono: 0543.31645 
e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
 

 

A questo evento  potranno essere riconociuti n°1 CFP per la partecipazione alla mostra con autocertificazione da presentare sul portale imateria corredata dall'attestato di presenza, dal documento di identità e con invio pec to pec dal portale imateria

 

La mostra ripercorre l'attività dell'architetto Arrigo Rudi (Verona 1929-2007) attraverso una selezione di progetti, tra i quali il restauro ed il riallestimento del Museo Lapidario Estense di Modena (1990-2004). I molti originali esposti testimoniano del suo peculiare metodo di lavoro. Ha studiato, tra gli altri, con Franco Albini, Ignazio Gardella, Luigi Piccinato, Giuseppe Samonà e Carlo Scarpa di cui è stato stretto collaboratore. Nel 1980 vince il concorso a cattedra ed è professore Ordinario di Allestimento e Museografia presso lo IUAV di Venezia. Nel 1987 riceve con Carlo Scarpa il Premio Internazionale "Architettura di Pietra" per l'edificio della Banca Popolare di Verona.

 

Arrigo Rudi (1929-2007)

Nasce a Verona il 25 maggio del 1929. Il padre era medico e la madre insegnante elementare, visse i primissimi anni della propria vita nell’alto Friuli a Cimolais. Dopo soli tre anni di permanenza il padre, medico condotto del paese, in un incidente con la corriera che lo trasportava subì un forte trauma che lo condusse in poco tempo alla morte. Rimase orfano. 

Da Cimolais, Arrigo Rudi tornò con la madre e la sorella Nelda ai suoi luoghi natali, Cazzano di Tramigna in provincia di Verona, dove frequentò le scuole elementari. Più tardi la mamma si trasferì con il suo ruolo di insegnante in provincia di Brescia fino all’inizio degli anni ’40, rifugiandosi nel paese dei suoi genitori durante gli anni ’43-’45. I periodi di tempo trascorsi a Cazzano di Tramigna furono momenti in cui il contatto con la civiltà contadina lo portò ad essere un assiduo frequentatore di compaesani dai quali attinse tutto quello che poteva. 

Molto dotato nel disegno, già verso gli undici anni, componeva i sui quadri, la maggior parte ispirati da immagini di quei luoghi e della gente che incontrava, molti disegni, acquerelli e qualche olio. Faceva parte di una famiglia anti-fascista e lui stesso lo fu. Assistette nel suo paese alla fucilazione da parte dei fascisti di una donna che non aveva voluto dire dove era suo figlio. Questo fu un episodio che lo segnò molto tant’è che alla fine della guerra, all’età di 17 anni, quando si fece il processo agli esecutori di quella rappresaglia, andò a testimoniare e fu redarguito dal giudice perché si presentò al processo con i calzoni corti e le mani in tasca. Amava dire che quella fu una lezione che applicò nella sua vita come rispetto delle istituzioni e delle persone. 

Intanto da Brescia la sua famiglia si trasferisce a Verona dove conclude la maturità classica. Nel 1949 si iscrive alla facoltà di architettura di Venezia ed il proprio interesse per le arti figurative e l’architettura prende corpo. I suoi professori sono, tra gli altri, Franco Albini, Ignazio Gardella, Luigi Piccinato, Giuseppe Samonà, Carlo Scarpa. Per circa un decennio, sino al 1958, partecipa direttamente, soprattutto con opere di grafica, a molte esposizioni collettive. Due le mostre personali la prima a Verona la seconda a Odense in Danimarca. Si laurea il 2 dicembre 1962 con una tesi dal titolo: “Progetto planivolumetrico di un nucleo residenziale nel quadro di una proposta di assetto urbanistico della collina veronese”, relatore il prof. Luigi Piccinato. Insegna “Disegno professionale e decorazione plastica” presso la Scuola Statale d’Arte “N. Nani” a Verona dal 1962 al 1964. Sposa con rito civile nel 1963 Sara Fracastoro. Avrà un figlio, Barnaba, nel 1968. Nel frattempo l’attività di docenza si concentra a Venezia presso L’Istituto Universitario d’Architettura di Venezia. E’ assistente incaricato alla Cattedra di Architettura degli interni, arredamento e decorazione tenuta dal prof. Carlo Scarpa dal 1964 al 1967 e dal 1973 professore incaricato ed in seguito associato per la cattedra di Arredamento e Disegno e Rilievo. Nello svolgere tali impegni non abbandona mai l’interesse militante per l’arte. Negli anni ’70, in cooperazione con un gruppo di amici artisti fonda una piccola galleria “Linea 70” in via Cantore, 13 a Verona che ha lo scopo di promuovere, al di fuori dei fini commerciali, la conoscenza dell’arte contemporanea nella propria città Tra il 1970 ed il 1974 organizza numerose mostre di pittori e soprattutto scultori di grande rilievo, italiani e stranieri, intervallate da mostre dedicate alla ricerca di artisti veronesi di spiccate qualità (Per le mostre di scultura si stabilisce un interessante legame con le famose fonderie d’arte veronesi). Tra le molte spiccano le mostre di Giorgio Bellandi, Quinto Ghermandi, Sebastian Matta, Pino Castagna, Dario Tenuti, Gerardo Chevez, Leo Lionni, Pierluigi Rampinelli, Giuliano Collina, Theo Braun, Eugenio Chicano, Giulio Martinella, Gianni Meloni, Aldo Echmid, Vladislav Kavan, Emilio Vedova, etc. Nel 1972 copre un piccolo ruolo come Gesù nel film “IL POTERE”, dell’amico regista Augusto Tretti, film rappresentato alla mostra del cinema di Venezia del medesimo anno. E’ presidente dell’Opera Universitaria come delegato del rettore prof. Carlo Aymonino della Facoltà di Architettura di Venezia dal 1974 al 1979 anni in cui risolve le gravi tensioni tra l’opera gli studenti ed il personale interno, tensioni provocate dalla precedente gestione commissariale immobilista e clientelare. Nel 1980 vince il concorso a cattedra ed è professore Ordinario di Allestimento e Museografia. Da tale data è stato più volte invitato a tenere lezioni e conferenze su argomenti di restauro e museografia da Università e Associazioni culturali come visiting professor e conferenziere.

In Germania presso le Facoltà di Architettura di Darmstadt, Aachen, Karlsruhe, Associazioni Architetti della Baviera, Museo di Architettura di Francoforte, in Inghilterra presso la Facoltà di Architettura dell'Università di Oxford, in U.S.A. nella Facoltà di Architettura nelle città di Philadelphya (PENN University, visiting professor per PHD program), New York (Columbia University, Tecnology Institute NY City, L.Island University), New Haven (Yale University), in Svizzera presso l'Associazione Architetti della Suisse Romane, in Francia invitato dall'Ecole d'Architetture di St.Etienne. 

Sempre nel 1980 chiude con un cammeo il film documentario “ALCOOL”, sempre di Tretti, film-inchiesta finanziato dalla Regione Lombardia e dalla RAI sulla piaga dell’alcolismo, rappresentato anch’esso a Venezia. E’ del 1983 la sua terza ed ultima apparizione cinematografica, come ingegner “Checozza”, in un corto dal titolo “MEDIATORI E CARROZZE”, sempre dell’amico regista, all’interno di una rassegna per la RAI da un progetto di Ermanno Olmi e Paolo Valmarana. 

Nel 1987 riceve con Carlo Scarpa il Premio Internazionale "Architettura di Pietra" per l'edificio della Banca Popolare di Verona. E’ stato negli anni 1991 e 1992 Direttore del Dipartimento di Scienza e Tecnica del Restauro e membro del Comitato Scientifico della rivista “EXPORRE” e della rivista d’arte “LABIRINTOS”. 

Nel 1997 costituisce con il figlio Barnaba, divenuto nel frattempo anch’esso architetto, un’associazione professionale. Muore a Verona il 25 giugno 2007.

 

Cenni biografici a cura di Simone Barnaba Rudi, in Arrigo Rudi Architettura, restauro e allestimento a cura di Valeriano Pastor, Sergio Los e Umberto Tubini, Università IUAV di Venezia, MARSILIO Editori 2011

 

 

  > Locandina Mostra

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 
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