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legge di bilancio 2019 - OPERE PUBBLICHE:

L’ORDINE DI FORLI-CESENA CONTRO LA CREAZIONE DI UNA CENTRALE DI PROGETTAZIONE DELLE OPERE PUBBLICHE INTERNA ALL’AGENZIA DEL DEMANIO.

 

Lo schema di disegno della legge di Bilancio 2019 prevede l’istituzione, a partire Dall’anno 2019, di una centrale di progettazione delle opere pubbliche interna all’Agenzia del Demanio.

 

Una centrale di progettazione che, su richiesta di amministrazioni centrali e di enti locali, dovrebbe occuparsi della progettazione di opere pubbliche, di collaudi, di direzione dei lavori, di coordinamento per la sicurezza, svolgendo anche incarichi di supporto alle attività dei Rup.

 

Tra i compiti indicati dall’ipotesi di normativa ci sarà anche la predisposizione di modelli di progettazione per opere simili o con elevato grado di uniformità e ripetitività. Una previsione che denuncia da sola l’inadeguatezza della proposta che assimila l’esercizio progettuale ad una mera ripetitività tecnica del tutto avulsa al contesto territoriale, sociale, paesaggistico e temporale nel quale si svolge.

Previsione che mortifica la qualità del progetto e si propone di fatto l’eliminazione del confronto, della rotazione degli incarichi, della crescita culturale del progetto e quindi dei Concorsi.

 

L’ipotesi proposta nella legge di bilancio 2019 ci vede contrari.

È un’azione che di fatto impedisce la crescita tecnico professionale di giovani generazioni di progettisti, garantita attraverso la rotazione di incarichi e diventa ostativa rispetto alla proposta di fare concorsi, con ciò svilendo le professionalità dei territori (comprese quelle degli enti territoriali) e riducendo le possibilità di partecipazione dei cittadini ai processi di scelta delle trasformazioni della città che, ad esempio, il meccanismo del concorso di progettazione consente.

 

Nelle motivazioni date all’ipotesi di provvedimento gli uffici ministeriali evidenziano che, in base al Codice Appalti, è obbligatorio mettere a base di gara il progetto esecutivo, evidenziando ciò come un problema amministrativo e non come una necessaria risorsa tecnica per la corretta gestione dell’opera. Gli Architetti dicono che la previsione è giusta e va difesa, in quanto unico mezzo per limitare e ridurre varianti in corso d’opera e contenziosi. Il ministero segnale che molti Comuni di piccole dimensioni sono in difficoltà nella predisposizione dei progetti esecutivi e lamentano un rallentamento nella realizzazione delle opere pubbliche, poiché non hanno i fondi per sviluppare i progetti che non riescono a svolgere al loro interno.

 

L’Ordine degli Architetti PPC della provincia di Forlì Cesena, nell’alveo di quanto nel tempo condiviso con la Conferenza nazionale degli Ordini ed il CNAPPC, propone al Governo ed alla istituzioni di creare un fondo di rotazione per la progettazione che, finanziato e finanziabile con importi ben minori dei costi di una si fatta previsione, potrebbe essere da vero moltiplicatore per l’attivazione di molti miliardi di opere pubbliche nella scala nazionale.

 

La proposta dell’Ordine e del sistema degli Architetti italiani non è una difesa di categoria. No, niente di ciò. La nostra è una posizione da tecnici, da Architetti che si battono per la Qualità nell’Opera pubblica, per la trasparenza degli incarichi, per la scelta del progetto migliore e non del progettista, per l’accesso delle giovani generazioni al mercato delle opere pubbliche, per la partecipazione dei cittadini alle trasformazioni delle città e per la contemporaneità delle realizzazioni.

 

Comprendiamo le esigenza della Pubblica Amministrazione ed in particolare delle Amministrazioni piu’ piccole, esortiamo ad ottimizzare le procedure di appalto dei servizi, con la riorganizzazione territoriale delle stazioni appaltanti e la concentrazione dell’impegno nella programmazione, gestione e controllo, scegliendo senza indugio per la realizzazione di piccole e grandi opere pubbliche il Confronto dei Progetti per la qualità della città e per la buona Architettura.

 

Vogliamo segnalare che con la proposta si unisce il ruolo di controllori e di controllati in un’unica struttura e sarebbe un errore gravissimo, figlio di una cultura sbagliata che ha dimostrato nel tempo limiti ed errori.      
È un mondo alla rovescia quello in cui un Ente pubblico debba progettare un’opera e dare in esterno la verifica, la validazione dei progetti e i collaudi delle Opere Pubbliche.

 

La “Centrale per la progettazione delle opere pubbliche” è semplicemente sbagliata.

             
L’Ordine degli Architetti di Forli-Cesena, esprime la più ferma opposizione a una proposta che genererà problemi in un mondo già malato, dove già oggi l’ente che valuta e dirige il settore delle Opere Pubbliche è necessariamente incardinato su ANAC (anticorruzione) e non su un sistema di controllo della qualità; e dove le commissioni parlamentari di studio delle innovazioni tecniche (tutte incluse), sono composte principalmente da esperti legislativi e raramente da tecnici della qualità come gli Architetti, limitando così già alla fonte le competenze per disciplinare la qualità del costruito a vantaggio di una visione esclusivamente regolamentare.

 

Nella relazione di accompagnamento del provvedimento, lo “schiaffo” (come definito nel Comunicato congiunto della RTP e dell’Oice) ai progettisti italiani, sarebbe alleviato dall’assunzione di 500 unità di personale, con prevalenza di personale di profilo tecnico per una percentuale almeno pari al 70 per cento. Ovvero circa 25 milioni di euro l’anno di stipendi.

 

Gli architetti sono al fianco della Pubblica Amministrazione, degli assessorati, dei colleghi Responsabili di Procedimento, ma chiediamo il rispetto dei ruoli che un maturo sguardo alla realtà dei fatti ci consegna e dei compiti nella naturale esaltazione delle peculiarità dei soggetti coinvolti.

 
La nostra proposta vuole tenere assieme, efficienza, qualità, pari opportunità, sviluppo, trasparenza, crescita professionale e sociale; si fonda sulla prevalente distinzione netta tra controllori (Ente Pubblico) che indirizzano e programmano le progettualità e sviluppatori di idee con i progetti (liberi professionisti) che con qualità, professionalità, ricerca, innovazione, rotazione di incarichi ed equo compenso, rendono reali e sostanziali le idee per la città del futuro.

 

Per il Consiglio dell’Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Forli-Cesena
il Presidente – Arch. Paolo Marcelli

 

  Scarica il comunicato

 

 

 

 

 

 

 


 
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