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COMUNICATO CONSIGLIO ODAPPC-FC: NUOVO OSPEDALE DI CESENA - LE PAROLE, I FATTI E LA QUALITA’ CHE NON C’E’.

Si interviene, in rappresentanza del Consiglio dell’Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Forlì Cesena, per valutare negativamente le annunciate modalità di redazione del Progetto del Nuovo Ospedale di Cesena.
Il percorso di definizione del Nuovo Ospedale di Cesena ha nel tempo occupato il dibattito pubblico. La necessità è stata definita dagli enti competenti e la localizzazione ha trovato risposta negli atti del Comune di Cesena.
Sul punto dei fabbisogni e della localizzazione poco abbiamo da dire. La scelta di una nuova infrastruttura ospedaliera, per opportunità, innovazione, sicurezza e gestione ci pare opportuna non rinviabile e quindi condivisibile. La localizzazione estratta dal tessuto urbano, prossima alle principali vie di comunicazione e pertanto aperta ai fabbisogni dell’ampio contesto di riferimento è oggi ineluttabile in un quadro metropolitano e di ottimizzazione gestionale e territoriale.
Ci sono delle parole, utilizzate anche nelle recenti comunicazioni stampa, che però lasciano perplessi, non già per il loro utilizzo e per l’azione che rappresentano dagli architetti condivisa, ma per l’aderenza ai fatti.
Una di queste è la partecipazione. Una partecipazione, quella che si è verificata, certo opportuna, volta alla valorizzazione politica delle opportunità, alla definizione sanitaria dei fabbisogni, alla illustrazione della localizzazione e alla condivisione delle modalità di finanziamento. Una partecipazione che non ha visto una sua organizzazione strutturata con metodi non semplicemente comunicativi, per la condivisione e qualificazione delle attese della cittadinanza in termini di servizi e quindi di contenuti accessori all’infrastruttura, per l’innovazione della mobilità, per l’organizzazione complessiva dell’intervento, per l’innovazione costruttiva e soprattutto per la qualità del progetto architettonico in un contesto paesaggistico di rilievo della Città di Cesena della quale la nuova infrastruttura si fa porta di accesso rappresentativa.
A questa partecipazione, nonostante ripetute richieste di condivisione, occasioni di confronto volte a indicare percorsi di qualità attivabili per la realizzazione di una tale infrastruttura e attraverso una dichiarata aperta e franca disponibilità al confronto esplicitata anche in occasione della Festa dell’Architettura che si è svolta a Cesena, l’istituzione degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Forli Cesena, nei suoi organismi rappresentativi, non è stata chiamata, nonostante sia evidente che si tratti di materie, urbanistica ed architettura,  della quale gli architetti pianificatori paesaggisti e conservatori sono i principali interlocutori.
Dispiace dirlo, resiste e si perpetua da anni, negli enti territoriali di questa provincia e quindi a Cesena, nelle aziende locali e nei soggetti pubblici in genere, la scarsa attitudine al confronto, quello vero, per quanto ci compete, sulla qualità della Città.
Ci si accontenta del rispetto formale delle procedure, per carità tutte legittime, per negare quel confronto che non si ritiene necessario o semplicemente che non si vuole fare. Posizione legittima anche questa, ma forse poco contemporanea e anche poco aderente alle indicazioni obiettivo del Codice degli Appalti (si questo Codice Appalti art.23) che mette al centro il progetto. Posizione desueta e rappresentativa di un fare amministrazione pubblica ormai distante dalle migliori esperienze italiane ed europee, ne vogliamo parlare? Ne avremmo voluto parlare!
Quindi i fatti, nessun confronto con chi è titolato a rappresentare la professione di Architetto, professione che da sempre si occupa di coordinare il progetto di grandi infrastrutture e di garantire la qualità del costruito nella contemporaneità, nessuna ipotesi di confronto sul progetto urbano ne tantomeno sul progetto architettonico dell’infrastruttura.
E dispiace dirlo, si vede.

Gli schemi progettuali che nel tempo si perpetuano, sempre un po’ uguali a sé stessi e di scarsa qualità, con qualche alberello qua e là e pannelli fotovoltaici di gran moda, raccontano una banalizzazione assordante dell’intervento nella sua pianificazione generale e nel modello organizzativo aderente a schemi tipo, da noi tutti certamente apprezzati, evidentemente ritenuti buoni a tutte le latitudini, convinzione che non condividiamo ancor di più per le peculiarità territoriali di Cesena e del suo comprensorio.

Manca la qualità della partecipazione, manca la qualità urbana e architettonica e ad oggi manca la prefigurazione di un chiaro percorso per la migliore qualità di ciò che verrà realizzato.

Il Consiglio dell’Ordine degli Architetti PPC di Forlì-Cesena ha proposto e propone che il progetto per il nuovo Ospedale di Cesena, per il masterplan e per la realizzazione dell’infrastruttura, si caratterizzi per un Concorso Internazionale di Progettazione. Concorso da svolgersi secondo le indicazioni dell’art.156 del Codice degli Appalti, nelle modalità che consentano la partecipazione anche a giovani professionisti con giusta e necessaria multidisciplinarità, attraverso la scelta del Progetto e non dei Progettisti, secondo le procedure rappresentate dai bandi tipo in due fasi redatti dalla rete delle professioni tecniche italiane con il Consiglio Nazionale Architetti e condivisi da ANAC.

Oggi, lo comunichiamo con fermezza, è il concorso di progettazione l’azione innovativa e di progresso per l’innovazione delle città e per il progetto di spazi rappresentativi, se ne sono accorti Comuni più piccoli che ne stanno traendo grandi soddisfazioni, se ne sono accorte aziende private per rappresentare se stesse, se n’è accorta la normativa nazionale e regionale con precise previsioni in tal senso.

Chiederemo un incontro con gli uffici competenti di ASL Romagna ed all’architetto Enrico Sabatini direttore dell’Unità Operativa Progettazione e Sviluppo di ASL che apprendiamo dalla stampa sia il Responsabile del Procedimento dell’intervento.
Abbiamo proposte da fare, se ce ne sarà data occasione le faremo, con la competenza che ci è data dalle norme vigenti che, in questo caso, non è un aspetto solo formale.

Paolo Marcelli – Presidente Ordine degli Architetti pianificatori paesaggisti e Conservatori della Provincia di Forlì-Cesena.

 

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